Di come si può essere “pretty in pink”.

Il titolo richiama il film di formazione di ogni adolescente americana degli anni ’80, di quelli in cui alla protagonista bruttina – una tuttora sconosciuta Molly Ringwald – basta una piastra per capelli per diventare la più bella del ballo.

All’epoca Molly era il modello delle ragazze americane: compariva in più o meno tutti i film con triangoli amorosi tra gli immancabili armadietti delle high schools, faceva parte del cosiddetto brat pack e sembrava lanciata verso una carriera di quelle da stella di Hollywood.

Pretty in Pink

Pretty in Pink

Ma non tutto è bene quel che inizia bene, e la poverina è finita a fare la pseudocantante e a riciclarsi nei ruoli secondari di madre di teenager in telefilm della ABC Family.

In realtà nel film in questione, “Pretty in pink”, il pink fa riferimento al vestito di dubbio gusto e -sospetto- altamente infiammabile che la Nostra indossava al Prom, in attesa del principe azzurro.

Il pink in cui essere pretty a cui mi riferisco io è invece un’altro, e mi ossessiona a cicli regolari ogni volta che trovo nuove prove di questo inspiegabile fenomeno.

Le parrucche a caschetto ROSA.

Mi rendo conto che possa ritenersi un problema secondario, ma sta di fatto che le parrucche rosa sono di quegli elementi cinematografici che io ancora non riesco a motivarmi.

natalie portman closer 02 Facendo mente locale, tutti ricorderanno Natalie Portman in quel capolavoro sottovalutato che è Closer.

Facendo un altro sforzo, ecco Scarlett Johansson che canta Brass in Pocket al karaoke proprio con la stessa parrucca in Lost in Translation, quando ancora Sofia Coppola usava i dialoghi nei suoi film.

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Questo per fare esempi recenti. Ma la domanda è: si tratta di una citazione di qualcosa? Possibile che a due registi così diversi come Mike Nichols e Sofia Coppola venga in mente di chiedere al proprio costumista proprio una parrucca rosa?

Io ho citato i due casi più cinematograficamente eclatanti (e culturalmente presentabili) delle ultime due decadi, ma la parrucca rosa ricorre in High School Musical 3, sulle teste di cantanti come Britney Spears, Christina Aguilera e addirittura nella pubblicità della Benetton.charlotte free

Non mi sono ancora data una spiegazione su questa pink wig, ma ho fatto le mie ricerche e, anche se non rispondono al quesito sul significato di questo topos ricorrente della cinematografia Hollywoodiana, posso dire – con una qualche certezza – che il primo caschetto rosa lo portava Frenchy in Grease.

Lei era il membro delle Pink Ladies che lasciava il liceo per andare a fare l’istituto di bellezza (riassunto per pietà di chi non ha visto Grease almeno ogni estate su Italia1) ma soprattutto, cosa di maggior rilevanza, si tingeva i capelli di rosa diventando così, con tutta probabilità, la prima a lanciare il messaggio subliminale che il rosa è.

Ora, mi rendo conto di non avere un parere molto formato su questo rosa – e sarei anzi grata a chiunque abbia risposte di sensate di fornirmele – però sta di fatto che la pink wig è diventato in assoluto il mio accessorio preferito come citazione cinematografica, e non escludo di procurarmene una per il prossimo Carnevale. E, detto da una che di rosa non ha mai indossato nemmeno una camicetta, è qualcosa di importante, oltre che il segno che veramente potrei farmi piacere qualsiasi cosa abbia a che fare con la cultura pop americana.

Frenchy - Grease

Frenchy – Grease

Non sia mai che, girando per qualche festa in maschera, non ci sia qualcuno che la riconosca e mi dia spiegazioni più cinefile delle mie sul significato simbolico di quello che mi sono messa in mente essere uno dei misteri di Hollywood.

Ho anche pensato che forse sta qui il segreto: se chiedessi a un americano mi guarderebbe con aria di sufficienza spiegandomi le ragioni culturali della pink wig. Forse è qualcosa di così banale che chi è nato e cresciuto in America potrebbe ridermi in faccia perchè mi sto facendo una domanda così stupida.

Il fatto resta, però: nessuna risposta al mio perchè è ancora entrata nei miei radar e – fidatevi – ho scandagliato Yahoo Answers e motori di ricerca ogni volta che mi tornava in mente la questione.

Così inizia la mia personale rubrica dei perchè: ci sono ancora tanti misteri del cinema che non vi saprò svelare, ma almeno potremo ossessionarci insieme.

Stay tuned.

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