Dell’adolescenza che ogni tanto ritorna

Da giorni sono occupata in quell’impresa in cui ogni compulsiva dell’ordine ogni tanto si imbarca: classificare, datare, mettere la copertina ai brani della propria libreria iTunes, ovviamente cancellando tutte quelle canzoni ormai impresentabili, sopravvissute non si sa come ad ogni cambio del pc e ad ogni formattazione senza backup.

Così ho scoperto piccoli tesori di un’adolescenza che credevo ormai finita da tempo, ma tornata dopo il primo giro di chitarra dei Nickelback.

Chi, come me, ha trascorso i propri anni di disadattamento adolescenziale nell’arido decennio a cavallo tra i Novanta e il Duemila, sa che nulla di quanto musicalmente prodotto ha davvero lasciato un segno, nè nella storia della musica, nè in quella della moda.

Noi nati a fine anni Ottanta non abbiamo ricordi della morte del grunge ed eravamo troppo piccoli per apprezzare a pieno le stelle cadenti del decennio delle boy band e del canto sincopato. La nostra colonna sonora di formazione non se la ricorda più quasi nessuno e a volte nemmeno noi, tranne quando facciamo le pulizie di primavera al nostro lettore mp3.

Però, però: siamo stati la prima generazione a scoprire che l’inglese studiato alle medie serviva a capire le canzoni dei video su Mtv, i primi a imparare i testi su internet dal mitico sito angolotesti.it, quelli che conoscevano la parola magica da digitare su google, “lyric” con la y al posto giusto.

Non solo, siamo stati anche gli ultimi ad aver iniziato ad ascoltare musica guardandola alla televisione, rigorosamente su Top of the Pops il sabato pomeriggio.

Ecco la mia top ten delle canzoni dell’adolescenza: non so cosa dicano di me, ma sicuramente non spariranno mai dalle mie playlist.

1. TORN – NATALIE IMBRUGLIA

Era il 1999, io avevo appena scoperto che sul canale 8 della mia tv c’era questo canale fighissimo che trasmetteva solo musica. Era il periodo delle cantautrici, tutte più o meno dotate di chitarra, tutte più o meno votate a superare il successo planetario della capostipite del genere, l’inarrivabile Alanis Morissette e le sue treccine, che nel 1995 con Jagged Little Pill si era guadagnata un posto nell’Olimpo del music system.

Quando io ho scoperto Mtv il video di Ironic ancora girava parecchio (all’epoca le canzoni rimanevano di moda almeno un paio d’anni). La mia generazione, però, ha imparato cosa sia davvero una ballad grazie a Natalie Imbruglia, che si struggeva guardando dritto in camera e cantava “nothing’s right/I’m torn”.

Non voglio mentire, ogni volta che sento questa canzone io vorrei solo fare un balletto

2. BY THE WAY – RED HOT CHILI PEPPERS

Era il 2002, io ero in viaggio studio in un minipaesino inglese e avevo appena finito la seconda media. Non avevo la minima idea quasi di nulla, ma di quella vacanza ricordo in particolare questa canzone, la mia compagna di stanza che non ascoltava altro che questo cd e io che scoprivo l’alternative rock.

In questo caso nemmeno con il testo scaricato sono mai riuscita ad biascicare oltre il ritornello.

3. HOW YOU REMIND ME – NICKELBACK

Era il 2001 e io non avevo ancora capacità di discernimento, quindi avevo registrato con un microfono questa canzone dalla radio e la avevo inserita nella mia preziosa musicassetta di brani da portare con me nel mio walkman. I Nickelback sono spariti dall’orizzonte della musica come quasi tutta la prima generazione di gruppi pop-rock, buoni solo a cavalcare l’onda degli ultimi orfani del grunge e a offrire ottime tracce da karaoke. How you remind me, per esempio, ancora oggi ti fa sentire al centro del mondo.

4. MARIA -BLONDIE

Non potrò mai essere oggettiva, nè con questo gruppo nè con questa canzone. La prima volta che ho visto Debbie Harry su un palco era il 1999 e io guardavo Top of the Pops su Italia1: lei cantava Maria, al primo posto in classifica, era vestita con un tallieur blu e delle scarpe gialle ed era anni luce avanti a tutti i gruppetti che si erano esibiti prima di lei. Non era più bionda, ma si era fatta coinvolgere con la moda del momento: le meches. Fortunatamente le ha abbandonate poco dopo, anche se a lei stavano incredibilmente bene.

5. WHERE IS THE LOVE? – BLACK EYED PEAS

Era il 2003 e nessuno in Italia aveva ancora visto nè sentito niente del genere. Il video con gli adesivi con il punto interrogativo è rimasto un cult, e i Black Eyed Peas erano ancora un gruppo hip hop genuino. Avevo anche comprato il cd, Elephunk. Adesso sono un gruppo commerciale e forse nemmeno più un gruppo, e a riguardarli in questo videoclip viene da chiedersi dove sono finiti.

6. THIS LOVE – MAROON 5

Era il 2002 e io ho ascoltato fino a consumarlo il loro primo album, Songs About Jane. I Maroon 5 erano un gruppetto che oggi probabilmente sarebbe hipster, ma allora ancora il termine non esisteva. A loro devo la scoperta del paio di scarpe che mi ha accompagnato per gran parte delle estati liceali, le mitiche Tiger con la riga rossa. Li ricordo perchè sono uno dei pochi gruppi di cui conosco a memoria un intero cd. This love è stato il loro primo singolo, prima che Adam Levine si facesse tatuare una tigre addosso e mettesse su dieci chili di muscoli. Io li preferivo in questa versione, piuttosto che in quella plastificata di oggi, ma c’è da dire che in pochi avrebbero scommesso sul fatto che rimanessero in circolazione.

7. BRING ME TO LIFE – EVANESCENCE

Era il 2003, io passavo una fase pseudo-dark e mi sentivo molto rappresentata dagli Evanescence. Il nome del gruppo era impronunciabile, loro suonavano una sorta di nu metal edulcorato per il pubblico mainstream e il loro primo video era da primo posto nelle chart. Non sono durati molto: giusto il tempo di scrivere una ballata di quelle da lacrime agli occhi e di incidere la colonna sonora di Underworld. Però io me li tengo stretti nel mio iPod, assieme a tutta una serie di vestiti neri chiusi in fondo all’armadio.

8. CHERRY LIPS – GARBAGE

Era il 2001 e i Garbage sfornavano il loro singolo più pop, lo piazzavano come colonna sonora di un paio di pubblicità e il video era perennemente in rotazione su Mtv. All’epoca c’era una trasmissione geniale, in cui due canzoni si sfidavano a colpi di sms (anche i cellulari, assieme ad internet, erano una recente conquista degli adolescenti) e quella che vinceva veniva trasmessa per intero. Io non votavo (nel 2001 io ancora non avevo il cellulare), ma potendo avrei volentieri investito i miei 11 centesimi di sms, magari proprio con questa canzone. Senza contare, poi, che il video rimane bellissimo: Shirley Manson bionda come mai più, che sparisce con un effetto chroma key così anni Novanta da essere diventato ormai un marchio di fabbrica.

9. BOHEMIAN LIKE YOU – DANDY WARHOLS

Era il 2000 e questo video me lo ricordo per i due nudi pixelati, ma la canzone è tornata ciclicamente in tutti i film indie della decade successiva. Quintessenza del rock di inizio Duemila, dimostra che qualcosa si può salvare e che per rimanere basta anche una sola canzone. Colpo di genio, il testo scorre nel video come se fosse un karaoke, ragione in più per impararlo a memoria e ricordarselo ancora quattordici anni dopo.

10. DON’T TELL ME – MADONNA

C’è chi Madonna l’ha scoperta come blasfema amante di un Gesù nero in Like a Prayer, chi come raffinata in Vogue, chi come mistica in Frozen. Era il 2000, e per me miss Ciccone era una che cantava il country e rendeva indossabili le camice a scacchi di flanella.
Tutto il resto che veniva prima, per me è venuto dopo: per questo ogni volta che vedo Madonna per una frazione di secondo penso che ah, lei prima faceva country.
Ogn’uno è libero di pensare ciò che vuole di Madonna, ma ha veleggiato per quasi quattro decadi nell’industria musicale, reinventandosi ad ogni album. Nel frattempo ha girato film mediocri, adottato figli in Africa e messo in piedi un impero miliardario.
Purtroppo, l’ex etichetta di Madonna, la Warner, qualche anno fa ha iniziato una causa milionaria con YoutTube per i diritti sui video musicali. Quando la controversia si è risolta la regina del pop aveva cambiato casa discografica e la Warner non si è più preoccupata di rimettere on line i suoi video.
Risultato: Don’t tell me è diventato introvabile, per cui rimarrà solo nei miei ricordi di adolescente e in rotazione alle tre di notte su un qualche surrogato satellitare di Mtv. In compenso, i live del periodo country non si fanno mancare nulla.

  1. Enrico Paissan

    Una “lezione” e una scoperta davvero straordinarie per chi, come me, è cresciuto con le canzoni degli anni ’60! Grazie Giulia!!!! Enrico Paissan

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