Categoria: Trentinità

Di X Factor e del fattore x nella disco music

La disco music viene dall’Alto Adige, più propriamente da Ortisei. Ortisei è un paesino della val Gardena in cui si parla ancora il ladino, ricorda abbastanza le pubblicità con gli omini della Loacker e d’inverno diventa uno di quei villaggetti da mettere nelle palle con la neve finta dentro.

Da qui – Alto Adige, non Trentino, ma il mio campanilismo in questi casi va poco per il sottile – viene il miglior produttore di musica degli anni Ottanta, e si chiama Giorgio Moroder. Per l’esattezza si chiama Hansjoerg Moroder, ma Giovanni Giorgio non era il massimo da scrivere su un disco.

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Giorgio Moroder e il suo incarnare la disco music

Questa sera l’uomo dietro una serie interminabile di hit anni Ottanta sarà a X Factor e, quando l’ho letto su internet, mi è tornata in mente la playlist a lui dedicata che è rimasta per anni nel mio iPod. Poi mi è tornato in mente anche che ho un blog e che spesso lo intaso con le liste. E una top 5, con Giorgio Moroder, si scrive quasi da sola.

C’è una ragione per cui io adoro gli anni Ottanta, oltre che per il loro altissimo dosaggio di trash: la magia. I migliori film del decennio sono storie di formazione, di quelle che sai esattamente come vanno a finire ma non puoi non arrivare fino ai titoli di coda e sentirti un po’ anche tu figo come Maverik sul suo Tomcat o tonica come Alex, che sgambetta con i suoi pantacollant neri. Tutti riferimenti tutt’altro che casuali, e questo la dice lunga su chi sia stato il nostro Moroder. Continua a leggere

Della lagna da emigrazione

I drammi post-vacanzieri degli esuli su Facebook

Sono quasi finite le vacanze, e il web pullula di articoli sulle 10 mosse per evitare lo stress da rientro e le 8 mete da week-end in bassa stagione. I miei preferiti sono, però, i messaggi di disperazione dei miei amici del sud Italia, conditi da foto di tramonti e mari instagrammati, terrorizzati all’idea ritorno nel grigiume milanese o in qualche inospitale località del nord, in cui saranno costretti a passare i prossimi mesi.

Da campanilista quale sono – nordica del lato montano senza la nebbia padana – ma soprattutto ormai cittadina acquisita dell’Urbe, vorrei dare anche io il mio contributo alla lagna pre-rientro. Perché migrare è brutto, sia che la penisola la si debba risalire, sia che la si debba discendere.

Io che la discendo e che adoro le classifiche, vorrei stilare un elenco delle 5 piccole cose di cui ogni nordico ha nostalgia quando sta al sud, Roma nel mio caso. (Lo so, qualcuno mi ricorderà che Roma, tecnicamente, sarebbe centro. A mia difesa, sostengo che come per i romani il nord è un unico blocco da est a ovest e tutti parlano come Massimo Boldi, per i nordici il sud comincia poco sotto Firenze).

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Di come io faccio lo strudel

Strudel, in 10 mosse

Premessa per dovere di onestà: la stanza di casa che frequento meno è la cucina, quando vado al supermercato dopo dieci minuti mi vengono gli occhi rossi e voglio solo pagare e uscire e la mia dieta è molto ricca di sughi pronti, offerti pietosamente da mia nonna.

Però, però: sono ghiotta di dolci e da quando sto a Roma mi sono scoperta anche piuttosto campanilista, quindi inverno per me significa STRUDEL.

Lo strudel è un dolce tipico trentino a base – ohibò – di mele (Melinda), con cannella e uvetta, e coperto da un soave strato di zucchero a velo.

Chiunque legga e non lo abbia mai mangiato sicuramente non è tra i miei amici e stretti conoscenti, visto che portare strudel alle cene è uno dei miei sport preferiti, da quando ho affinato la nobile arte di prepararlo.

E qui torna utile la premessa iniziale: anche io – che ho doti più spiccate rispetto a quella culinaria – sono in grado di farlo e, siccome ho scoperto che molti credono sia di difficile preparazione, ho deciso di mettere a disposizione i miei segreti di cucina casalinga.

Prefazione: lo strudel è un dolce povero della cucina contadina, in ogni angolo del Trentino lo si fa in modo leggermente diverso. Questa è la preparazione che mi ha insegnato mia mamma, più qualche aggiunta mia per renderla più rapida. Ma vi assicuro che viene buono comunque, in meno di 15 minuti di preparazione per 25 di cottura. Continua a leggere