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Della lagna da emigrazione

I drammi post-vacanzieri degli esuli su Facebook

Sono quasi finite le vacanze, e il web pullula di articoli sulle 10 mosse per evitare lo stress da rientro e le 8 mete da week-end in bassa stagione. I miei preferiti sono, però, i messaggi di disperazione dei miei amici del sud Italia, conditi da foto di tramonti e mari instagrammati, terrorizzati all’idea ritorno nel grigiume milanese o in qualche inospitale località del nord, in cui saranno costretti a passare i prossimi mesi.

Da campanilista quale sono – nordica del lato montano senza la nebbia padana – ma soprattutto ormai cittadina acquisita dell’Urbe, vorrei dare anche io il mio contributo alla lagna pre-rientro. Perché migrare è brutto, sia che la penisola la si debba risalire, sia che la si debba discendere.

Io che la discendo e che adoro le classifiche, vorrei stilare un elenco delle 5 piccole cose di cui ogni nordico ha nostalgia quando sta al sud, Roma nel mio caso. (Lo so, qualcuno mi ricorderà che Roma, tecnicamente, sarebbe centro. A mia difesa, sostengo che come per i romani il nord è un unico blocco da est a ovest e tutti parlano come Massimo Boldi, per i nordici il sud comincia poco sotto Firenze).

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Del primo che ti saluta quando arrivi a Termini

Il tempio non-tempio di Minerva Medica

È la prima cosa che si vede, quando il treno rallenta per fermarsi alla stazione Termini.

Google Maps - tra via Giolitti e i binari di Termini

Google Maps – tra via Giolitti e i binari di Termini

Lo si nota distintamente, grande con il suo accenno di cupola, che par quasi di vederla, anche se ne rimane solo un abbozzo.

Il marmo è sparito e rimane solo lo scheletro in laterizio, d’un rosso-marrone che si accende quando batte il sole.

Difficile dire cosa sia, ad un primo sguardo: poi il treno sfila, e non dà il tempo di osservare meglio le nicchie, né a che distanza sia esattamente dai binari.

Per una di quelle casualità che non si sa quando sono successe, questo enorme edificio se ne sta lì, accanto ai treni che passano, e non si capisce se sono i treni ad avere sbagliato strada o lui ad essere costruito lì per caso.

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